Un padre teneva per mano il figlio di 3 anni. Si avvicinavano. 30° all'ombra. Il figlio vestitissimo, si muoveva come un pinguino infartuato. Indossava capi firmati che non avevano mai avuto il battesimo del fango, lo sguardo era perso nel nulla, le labbra erano dischiuse in un sorriso che sorriso non era. Una stalattite di saliva... scendeva. Quel piccolo portava addosso tutte le ferite di un amore inesorabile e ignorante:
"Ecco qui il tuo amichetto. Come si chiama? Si chiama Edoa..."
"RDO"
"Edoardo bravo, Edoardo... Digli dove andiamo adesso, a vedere la televisio..."
"ONE"
"la televisione bravo, la televisione ... E cosa ti piace vedere? I carto..."
"ONI"
Diciamo la verità, essere snob ti fa sentire fico. Lo capisci quando leggi Astutillo Smeriglia, mio maestro a sua insaputa. Però forse ti rende anche infelice. Io non mi sono mai fatto la domanda "Giangi sei felice?". Anche se il buon Leopardi su una domanda così ha costruito una folgorante carriera, nel mio piccolo mi sono convinto che sia una domanda noiosa e inutile. Chi risponde "no" è un lamentoso da evitare (a meno che non abbia 20 anni e 2 tette da urlo). Chi risponde “si” mente oppure è davvero felice, ma non saprà mai spiegarti perchè. Meglio una "Giangi sei soddisfatto?". Meno impegnativa, più snob, più fica. Ora però, dopo avere snobbato così a lungo la felicità, sono pieno di dubbi. E se appoggio su una palla rotta il peso della snobbaggine e sull'altra palla rotta la leggerezza dell’idiozia felice, non so più da che parte mi potrebbe pendere. Insomma Elisa, Giulia, Alessandro, Cecilia, Mario, Federico, Francesca, Paola, Elvio, Roberto, Micheli, Andrei e tutti gli altri snob che dimentico... ne è valsa davvero la pena?
Eggià, perchè in realtà snob si diventa. È una scelta. Io, tra l'altro, avevo una natura lontana anni luce dalla snobbaggine. Ecco le prove. A 11 anni zia Bumba mi portò alla Fenice di Venezia a vedere l’ennesima imposizione educativa di famiglia: un'opera Wagner. Quella regia era famosa per la cura delle luci, l'originalità della coereografia, la finezza dell'interpretazione musicale, le fiche al vento delle ballerine... Curiosamente, era proprio quest'ultima scelta artistica che mi interessava. Così, all’apparire delle fiche, chi era in platea ha certamente udito la cavalcata dei miei mocassini sui legni settecenteschi del teatro. Cavalcavo felice e qualunquista verso l’angolo estremo della piccionaia. Era vitale assicurarsi una vista zenitale sui pubi. E poco male se lo scelto pubblico internazionale rise di me: “snob di merda” pensai. Poi, dopo i teatri della zia, le lezioni di disegno della nonna, i quadri di papà, le discussioni a pranzo di filosofia e politica della mamma, la carognaggine degli amici… la mia natura è stata messa a tacere, il mio umore si è inacidito ed è spuntata la snobbaggine. Fatica.
Torniamo alla bava del figlio e a suo padre. Loro non sono snob. Loro hanno tutte le risposte. Ambiente? Favorevole! AIDS? Contrario! Internet? Favorevole!… E quando un salvifico senso di vuoto li acchiappa, acquistano subito il pacchetto Sky o organizzano una puntatina a Mediaworld e il vuoto sparisce. Poco male se confondono “musica” con “canzone”, “volubile” con “volitivo” e non conoscono Adolf Hohenstein (chi? prrrrrrr…). Loro sono sereni, equilibrati e coscienti. Tanto da non disdegnare, quando è il caso, severe autocritiche: “sono troppo generoso”, “sono così tenace”, “sono maledettamente sincero”, “sono troppo buono”...
Beati loro che sono feli...
CI.
giovedì 23 giugno 2011
Sine felicitate
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martedì 14 giugno 2011
Affanculental
Edo: "Anche i film a volte sono belli. Parola di Edoardo!"
Periodo di elezioni e referendum. In casa abbiamo seguito estenuanti maratone tv fatte di show, VIP della "politica" e insulti. Di questa importante esperienza televisiva, Edo e Mimmo hanno metabolizzato il contenuto principale. E oggi parlano come navigati copywriter milanesi.
Edo: "Tutti non mi vogliono comprare Nintendo Wii"
Mimmo: "Vorrei mangiare Activia così poi divento fino come Robert"
Edo: "Colla UHU? no papi... io mi trovo meglio con la Prit"
Quanto a me, bè anch'io mi sono fatto la mia overdose di spot. Ne consegue un accorato invito a tutti i pubblicitari che si occupano di invenzioni linguistiche: fanculo voi, la "morbistenza" e il "malditestental".
Periodo di elezioni e referendum. In casa abbiamo seguito estenuanti maratone tv fatte di show, VIP della "politica" e insulti. Di questa importante esperienza televisiva, Edo e Mimmo hanno metabolizzato il contenuto principale. E oggi parlano come navigati copywriter milanesi.
Edo: "Tutti non mi vogliono comprare Nintendo Wii"
Mimmo: "Vorrei mangiare Activia così poi divento fino come Robert"
Edo: "Colla UHU? no papi... io mi trovo meglio con la Prit"
Quanto a me, bè anch'io mi sono fatto la mia overdose di spot. Ne consegue un accorato invito a tutti i pubblicitari che si occupano di invenzioni linguistiche: fanculo voi, la "morbistenza" e il "malditestental".
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lunedì 6 giugno 2011
28. MIMMO CORNER < Pierino è morto >

Primi giorni di mare e prime prove tecniche di vacanza. Mimmo riassume, a modo suo, la cronistoria del faticoso ponte repubblicano.
Barzelletta all'andata
Pare che Pierino sia morto circa 15 giorni fa. Avvelenato.
Granchi di giorno
Bisogna stare attenti a non farsi chelare
Zanzare di notte
Le zanzare hanno punto Edo e sono venute fuori le vene
Giochi al ritorno
Edo mi schizza con la ghiandola salivare
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giovedì 26 maggio 2011
È pericoloso sporgersi

Danesi, tedeschi, olandesi viaggiavano seminudi con un solo pacchetto di crackers. Ricordo che all'altezza di Napoli ci chiedevano quanto mancasse per la Sicilia. Non credevano ai nostri gesti: "metà strada". Tra gli anni Settanta e gli anni Ottanta, l'acqua e i panini di mia madre hanno salvato la vita a decine di europei. Ci andavamo ogni anno in Sicilia. Nel mese più sbagliato, ad agosto. Un caldo insopportabile. Ricordo che bagnavo le mie braccia filiformi e poi, come ali, fuori dal finestrino in corsa. Ne pas se pencher au dehors, Nicht Hinauslehnen, bla, bla, bla... quaranta gradi all'ombra ma la pelle sembrava gelarsi. Ricordo la cuccetta. Pendevo ad altezze siderali o schiacciato da grandi sconosciuti. Immerso in un buio squarciato da mille luci impazzite, bianche, gialle, arancioni. Ricordo che era bello lasciarsi scuotere dal treno che sferragliava e attraversava i miei paesi, le mie montagne, i miei campi, i miei fiumi. Sempre meno fiumi. Sempre più secchi. Ricordo la paura dei ladri la notte. Vaporizzatori di sonniferi, Scassinatori di porte scorrevoli, Corruttori di ferrovieri dello Stato. Il mitico arancino sul ponte della nave era l'ultimo atto di un viaggio epico che durava un giorno e mezzo. Ci volevano altre 2 ore per aggirare l'Etna. I miei nonni a San Giovanni Galermo stavano. A quei tempi, Galermo per me era una scritta su un muro di pietra tra i fichi d'india: "VOGLIAMO LA LUCE". Poi una curva e appariva l'agrumeto di nonno Mario. Un eden strappato alla sciara. Una volta entrati, non ne uscivamo più. La Sicilia per me finiva lì.
Solo qualche volta si andava dalla zia a Vaccarizzo, un paesino di seconde case abusive, a sud di Catania. Ci sono tornato recentemente. Tutto è più piccolo di come lo ricordo. Tutto più bello, curato, condonato. Nelle stradine di accesso al mare, incredibili piante esotiche si piegano sane e pesanti su di me. Sbuco sulla spiaggia. Il vento africano che mi arriva in faccia è di un erotismo imbarazzante. Tocco coi piedi la sabbia. È sera. I "lillini" di Catania brillano in lontananza e mi bloccano la gola. Era quella la spiaggia dove una mattina si gonfiava al sole d'agosto il cadavere di una pecora. Era quella la spiaggia da dove mio cugino Mario - il più bello di tutti - partiva alla conquista di femmine. Era quella la spiaggia dove mio fratello Mario (ci chiamiamo tutti un po' Mario in famiglia) una notte cercava di prendere le lucine di Catania. Ho un anno meno di lui, ma riesco a vederlo a 2 anni che tende le sue manine all'orizzonte urlando: "lillini... lillini...".
È stata una frase di Edo a farmi ricordare. Facevo il padrino al battesimo di Anita. Alla fine della cerimonia, Edo si avvicina con un'aria più anziana del solito.
"Papi"
"M?"
"È vero che quando non ci sarà più il papà di Anita tu andrai da lei?"
"Si, io sono il padrino. Però il papà di Anita è più giovane e quindi..."
Disperato, taglia corto: "E quanto hai intenzione di stare?"
In quel momento si spalanca il cassetto di un ricordo precisissimo. Siamo a Vaccarizzo. Mio padre si alza e scruta l'orizzonte. Non sa nuotare ma non ne può più di stare lì con noi, su quella spiaggia, su quella Sicilia da cui un secolo fa è fuggito. Prende il materassino e va. Cinque minuti dopo scrutiamo l'orizzonte disperati. Mio padre è un piccolissimo puntino verso le acque territoriali libiche. In lacrime guardiamo la mamma. I suoi denti bianchi scintillano al sole mentre insulta col pensiero il marito in fuga.
Con una frase di Edo, in un secondo, io attraverso quasi quarant'anni di vita, quasi 2000 chilometri di terra. E capisco mio padre. È pericoloso sporgersi, ma che bello.
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venerdì 20 maggio 2011
27. MIMMO CORNER < crescita zero >
"Crescita zero": questo è il problema dell'Italia. Un problema di cui alle volte pare soffrirne anche il cervello di mio figlio.
Senza risposta
A tavola: "Com'è questo mondo?"
... (rumore di posate)
"QUALCUNO VUOLE RISPONDERMI?!?"
Senza mezzi
Sciopero dei treni: "Visto che Venezia è chiusa, andiamo dagli dei?"
Senza problemi
"Papi, se hai 2 soldini e un signore gentile ti dà altri 2 soldini, quanti te ne restano?"
"mm... non ho capito il problema"
"Ma non c'è nessun problema, papi"
Senzatetto
Dopo una lunga discussione sulle parentele, la mamma fa una rivelazione sconvolgente: "Insomma Mimmo, papà non è tuo fratello, lo capisci?"
Stupito: "E allora... perchè vive qui con noi?"
Senza risposta
A tavola: "Com'è questo mondo?"
... (rumore di posate)
"QUALCUNO VUOLE RISPONDERMI?!?"
Senza mezzi
Sciopero dei treni: "Visto che Venezia è chiusa, andiamo dagli dei?"
Senza problemi
"Papi, se hai 2 soldini e un signore gentile ti dà altri 2 soldini, quanti te ne restano?"
"mm... non ho capito il problema"
"Ma non c'è nessun problema, papi"
Senzatetto
Dopo una lunga discussione sulle parentele, la mamma fa una rivelazione sconvolgente: "Insomma Mimmo, papà non è tuo fratello, lo capisci?"
Stupito: "E allora... perchè vive qui con noi?"
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lunedì 16 maggio 2011
26. MIMMO CORNER < perle >

Anche un orologio rotto due volte al giorno segna l'ora esatta. Ma nel caso di Mimmo, non è questione di orologi rotti. È questione di grandi numeri. E così tra mille granelli di sabbia...
- "Il papà prega come un'aquila"
- "Quando dico no voglio dire si"
- "In che pianeta è che non c'è il cielo? Secondo me l'Africa"
(rumore di posate)...
"... almeno ditemi in che paese è che non c'è il sole"
- "Ho fatto la pipì in un luogo segretario"
- "Uragano è un ideo?*"
- "Medusa ha i dentacoli?"
- "Che paese è il più lontano di tutti? Secondo me la fantasia"
- Sbatte la testa: "Fatto male?"
Mimmo: "No papino, solo terremoto per i microbi"
* trad. "Urano è un Dio?"
martedì 10 maggio 2011
Abiura

Oggi sono stato censurato. Facebook ha eliminato le immagini osè della mia pagina "Referendum giugno - Campagna per l'italiano medio" (qui le immagini). Il messaggio della campagna pro-referendum era stato calibrato sulle trasparenti facoltà mentali degli italiani medi. E la campagna funzionava talmente bene che anche "le italiane medie" - a cui pure non si rivolgeva - hanno colto parte del sobrio messaggio. La parte sbagliata ovviamente. E ho scoperto che l'italiano medio viene turbato dalle stesse cose che turbano l'italiana media. Con reazioni opposte:
Italiano medio che naviga: "Mh? ... guarda che tette, mh... che culo... ha, ha, ha... he, he, he. Ma che festa c'è il 12 e 13 giugno?"
Italiana media che naviga: "Mh?... Mmmh??? MMMMHHH!?!?!?!"
click...
click...
click...
tic, tac, tic, tac... (batte indignata sulla tastiera)
Così la Santanchè di turno ha spifferato tutto all'autority di Facebook, l'unica istituzione perfettamente funzionante in Italia. E l'autority è scattata come una tagliola unta, costringendomi all'abiura:
"Io Gianluca, fìg.lo del prof. Marino di Trivigi, dell'età mia d'anni 43, constituto personalmente in giudizio e inginocchiato avanti di voi Emin.mi e Rev.mi Utenti Medi; avendo davanti gl'occhi miei la sacrosanta netiquette, quale virtualmente tocco col mouse, giuro che sempre ho creduto, credo adesso e con l'aiuto di Dio crederò per l'avvenire, che non è l'italiano medio a girare attorno alla sorca, ma la sorca a girare attorno all'italiano medio. Io sodetto ho abiurato, giurato, promesso e di mia propria mano ho sottoscritta la presente cedola di mia abiurazione e recitatala di parola in parola, in rete, nel convento di Facebook, questo dì 10 maggio 2011."*
Da mezzo rivoluzionario di riscatto socio-politico, la sorca oggi - peli tra le gambe - torna a recitare il suo antico ruolo di oscuro oggetto di desideri da tinello degli italiani (medi s'intende).
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* il form online che ho dovuto sottoscrivere ha una forma leggermente meno chiara di quella qui sopra riportata. Il contenuto invece è quello.
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