martedì 1 ottobre 2013

44. MIMMO CORNER < le 3 leggi >

Se hai un figlio che viaggia nelle "intornanze"* della scuola primaria, nel corso di un anno saprà spiazzarti almeno un paio di volte. Anche mio figlio Mimmo sa spiazzarmi almeno un paio di volte. Al giorno però. Perchè? Immagino che per rispondere sia necessario rovinarsi gli occhi su libri corposi, che non fanno ridere e privi di figure. Non vorrei togliere tempo a Youporn e quindi rispondo al mio solito, un po' così... ad minchiam... o, se suona meglio, sulla base delle osservazioni dirette che ho condotto sul campo, sul giardino, sul tinello, sul soggiorno, sui letti... a proposito... devo andare all'IKEA a comprarne due che sono cresciuti e non ci stanno più con i piedi... vabbè.

Per me tutte le frasi ragionate di Mimmo, Ale e Edo seguono 3 leggi bronzee:
LEGGE 1: confondono l'assoluto con il relativo.
LEGGE 2: usano male la fifa. Esempio: sono terrorizzati dalla vasca da bagno, ma si tuffano di testa tra le turbine delle centrali idroelettriche. Esempio: Mimmo teme di farsi la doccia e per questo non vuole fare rugby. Questa paura si sta mettendo di traverso tra le mie legittime aspettative di padre e la sua conquista del torneo delle 6 Nazioni.
LEGGE 3: applicano scorciatoie mentali. Al ragionamento che porta via tempo alla Wii, preferiscono frasi fatte, razzismi beceri, generalizzazioni da Giovanardi, sincerità senza vergogna, copia e incolla, sentito-dire o polemiche sterili e francamente irritanti tipo "ma papà, l'avevi detto tu!".

E ora vediamo di ficcare a forza tutte le cose che mi sono segnato su Mimmo in questi giorni dentro le 3 leggi così dimostro che ho ragione e vado a fare pausa pranzo sereno:

LEGGE 1 - Confondono l'assoluto col relativo
Dio, patria e compleanno
Sto ammirando la cappella di una chiesa. Mimmo si avvicina e mi racconta le operazioni che ha fatto con Edo davanti alle candele votive: "Edo ha messo una monetina. Io ho cantato l'Italia s'è desta e ho soffiato"

Di destra
Io: "Che vuoi fare da grande?"
Mimmo: "Non il pittore che mi danno 50 centesimi"*
* prezzo medio con cui vende alla nonna i suoi disegni

La Coop sei tu
"Non voglio fare il venditore perchè quelli della Coop li vedo seri."

Il ministro sono io
"Ho una nuova maestra che non mi piace. Non pagarla più!"


LEGGE 2 - Usano male la fifa
Minaccia?
Edo: "Mi piacerebbe fare calcio"
Mimmo: "Guarda che poi devi andare in Spagna eh?"

Spaventato?
"Ma quando tu morirai sarai sempre mia mamma?"


LEGGE 3 - Applicano scorciatoie mentali
Sentito dire
Io: "Chi sa la differenza tra un'alce e un cervo?"
Mimmo: "L'alce è tutta marrone e ha la campanella"

Copia e incolla
"Mamma, mi prometto che per 4 mesi non farò più videogiochi?"

Sincerità senza vergogna
"Mi piace il gatto che mi dorme qui perchè mi schiaccia il pisello."

Visto? Avevo ragione...

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* Edo Copyright

venerdì 20 settembre 2013

Cose sfazzuse 2


Secondo diario minimo sulla vacanza in Sicilia. Questo è fatto di scatti fotografici e citazioni. Due cose:
1) "Scatti" è la parola giusta. L'iPhone, snello e umile, riduce la fotografia a scelta. Pura scelta. Con buona pace dei seguaci di Ansel Adams (brutta gente, peggio degli appassionati di motori).
2) Se, girando per il trapanese, ti cade a terra la macchina fotografica, al 90% ti viene una cosa così:


Bello? Troppo. La foto del bello la sento sterile. La foto del bello è un tiranno che mi impone di dire banalità. "Ti piace?" "Bello!" Non parla di vento, di caldo, di odori, di fatica... Parla solo ai miei stupidissimi occhi. Così, agli scatti del mare trapanese, preferisco quelli che mi danno più calorie.


Rifiuti
Edo: "Chi ha riempito la mia cartella di pattume?" (si, Edo dice "pattume", ndr)

Divani e divani, Palermo

Barocco on the road, Palermo


Vendesi, Palermo


Paura
Mimmo: "Andiamo a vedere le catacombe?"
Edo: "No, fanno paura... è pieno di mummie. L'ho visto in quella trasmissione dove c'è il tipo che somiglia a papà" (cioè Alberto Angela, ndr)



 L'urlo, Erice


 Stupore, Palermo


Tronco che ruggisce a una palma, Trapani



Un film incredibile, Marsala


Luoghi di cibo
Mimmo: "Quando sono nato mi ricordo che siamo andati tutti al bar"

Mimmo: "Il melone giallo mi piace, ma mi piace anche quello con l'altra corazza"


Incrocio, Palermo


"Life", Palermo

Ficurinnia, Palermo


A morte il tiranno!
Io: "Edo, vai a letto!"
Edo: "Io, a questo punto, direi di no"

Io: "Cosa volete in eredità da me?"
Edo: "L'iPhone"
Mimmo: "Te scheletro"

Regime illuminato, Marsala


Gli irriducibili, Palermo


 
Gli irriducibili, Palermo

I pentiti, Erice

 
Fuggire la realtà
Io: "EDO SCUSA MA DOVE CAVOLO ERI FINITO???"
Edo: "... ho visto confusione in pizzeria e ho deciso di defilarmi" (si, Edo dice "defilarmi", ndr)


Fughe, Palermo



Perchè?, Paradiso di Custonaci

The end
Mimmo: "Basta iPhone adesso. Andiamo a ridere!"

venerdì 13 settembre 2013

5. ALE CORNER < Cose sfazzuse 1 >















Settembre di ferie in Sicilia. Provo a dormire a Palermo. Ci riesco a Buseto Palizzolo e Purgatorio di Custonaci. A Palermo i palazzi hanno ancora le ferite di antiche esplosioni, tremende e bellissime: aspettano solo la mano innamorata di un grande architetto. È una città dove il lusso domina da sempre e oggi guarda i turisti con distacco, impegnata com'è a vivere e sopravvivere. Nell'entroterra di Trapani, invece, i turisti sono cosa nuova. Chi arriva lì, la trova pulita, ingenua, magnificamente impreparata. Certi panorami mi ricordano la Toscana. Ma cani molto molto randagi, impastati di terra, abbattuti dal sole e dalla digestione misurano gli anniluce di distanza tra me ora-qui e Siena. Erice, altissima città di Venere, domina una terra a cui basta una goccia di pioggia per scatenarsi e una goccia d'acqua santa per scatenare la devozione degli abitanti. Tutte le chiese sono aperte h24, causa fede. Tutte sono coperte di tarsìe di marmo, coralli e pietre preziose chè qui i condimenti son cosa seria. Spesso nel backstage dell'altare o nelle navate laterali trovo antiche sculture di legno, pronte per essere coperte d'oro e banconote in processione. Le banane e i datteri scalpitano per maturare. Compro cestini di palma nana, riempio l'auto e lo stomaco di melloni gialli. Sono sicuro: il retrogusto di capra dei cannoli, di midollo d'erba dei fichi d'India e la puntualità svizzera con cui soffia il vento sono tutte cose sfazzuse che mi mancheranno molto.  
Cose sfazzuse a cui Ale ha aggiunto le sue.

Andata in aereo: le prese d'aria
Da lì esce la Befana?

Festa di compleanno
Scusa Mimmo, ma il cielo quanti anni ha?

Festa di paese
Papà: "Ale, sai dove andiamo adesso? Andiamo alla festa del paese..."
Ale: "E come fa il mondo a soffiare sulle candeline?"

Festa rimandata
Ale: "Papà, mi dai l'Iphone?"
"No"
"Non è una risposta"

Risate nella notte
Sento Ale che ride e sogna. Quando si sveglia gli chiedo perchè.
Ale: "Era un sogno di Pongo"

Lacrime nella pioggia
Aaahhhh.... Edo mi ha buttato un po' di pozzanghera in un occhiooooohhh

Ritorno in aereo: i cartelli
Cosa vuol dire quello? Vietato morire?

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Breve glossario
"Anocorni" = unicorni dalle mucose acuminate
"Lucidonte" = rinoceronte sudato
"Mucca" = grossa mosca
"Bustino" = postino che predilige portare le buste

martedì 27 agosto 2013

L'ape operosa

Dario dormiva in cameretta. Un mostro lo imprigionava in un incubo. E così dormiva e piangeva, piangeva e dormiva... Il suo pianto svegliò un'ape. L'ape era operosa e così s'infilò sotto il portone d'ingresso, sorvolò le scale, s'infilò nel buco della serratura della stanza e cercò di svegliare Dario ronzandogli sull'orecchio. Ma Dario dormiva e piangeva, piangeva e dormiva. Allora l'ape operosa aprì la finestra della stanza, s'affacciò e urlò alla fontana della piazza:
"Sveglialo tu!"

Ma la fontana non aveva abbastanza acqua per scrosciare col fragore di una cascata. Così l'ape operosa volò fino in campagna. A suon di pungiglione, portò una pecora in paese, fin sotto la finestra della stanza di Dario:
"Sveglialo tu!"

Ma il belato era un belato e Dario continuò a dormire e piangere, piangere e dormire. All'improvviso la pecora si ricordò di una storia che aveva sentito da agnello e la raccontò all'ape operosa:
"Mia nonna mi raccontava che tanto tempo fa i nostri avi furono usati da Dio come simbolo di salvezza umana"
"Cos'è la salvezza umana?" chiese l'ape operosa
"Non lo so, ma so chi è Dio. Come tutte le persone buonissime, è un signore che si arrabbia facilmente ed è sopratutto potente. Molto potente. Fa capitare le cose"
"Tutte le cose?"
"Tutte tutte"
"E dova abita?"
"In cielo, oltre le nuvole"

Così l'ape operosa prese una gran rincorsa e cominciò a volare nel cielo. Su, su… sempre più su. Attraversò le nuvole così veloce che non riuscì a evitare un grande triangolo d'oro che un signore portava in testa. Lo centrò con una zuccata e finì lunga distesa. Ma l'ape era operosa e non aveva tempo di svenire. Così chiese al signore:
"Chi sei?"
"Chi sei tu..." le rispose irritato
"Io sono un'ape. Cerco Dio" 
"Ah! Finalmente qualcuno che si prende la briga di venire fin qui senza tante chiacchiere. Tu sì che hai fede!"
"Non è fede. Sono solo operosa"
"Lo so bene, t'ho creato io. Io sono Dio"
L'ape era stupefatta. Ma aveva poco tempo e andò al sodo anche con Dio:
"Per piacere, puoi svegliare Dario? È un bimbo che…"
"So tutto"
"Ah, già..."

L'ape operosa capì e non disse più nulla. Dio si avvicinò ad un grande bancone bianco su cui stava una cassa per i pagamenti e disse: 
"Tu mi piaci e meriti che la tua preghiera sia esaudita in maniera speciale. Dario si sveglierà e non ci sarà alcun prezzo da pagare. Stavolta offro io!"
Detto questo, tirò fuori il suo bancomat e lo strisciò in una fessura della cassa. Subito, il pavimento di nuvole diventò nero e iniziò a tuonare. Dio urlò all'ape: "Ora vola! Torna sulla terra!"

L'ape operosa scese in picchiata. Attraversò mille nuvoloni sempre più neri e minacciosi. Arrivò tutta bagnata. A terra era iniziato un temporale strano. I fulmini illuminavano a giorno, ma erano tutti colorati come fuochi d'artificio e tutti profumati come di vaniglia. Nessuno di loro poi toccava terra.
Il più forte fulminò il mostro dell'incubo. Dario si svegliò. Il bimbo ci mise un po' prima di capire di essere libero. Ora finalmente stava bene.
Sul comodino, profumata di vaniglia, si asciugava un'ape operosa. 


Sinossi: Il Destino
Testo: Giangi
Immagini: Story Cubes, generatore di storie a dadi



venerdì 2 agosto 2013

Caricaaa!

Sono sempre stato un fervente patriota. Fin da piccolo. Ero il partigiano infangato che, armi di legno in pugno, si lanciava di corsa sugli orti gelati di mio padre col fedele cane "Dog". Urlavo "caricaaa!" e immaginavo nazisti e fascisti in fuga. Inventavo le mie Olimpiadi, costruendo aste, dischi, lance, archi che saltavo, lanciavo, usavo per conquistare quante più medaglie d'oro possibili per il mio paese. Modesto a scuola, ero un bomba in storia. Il migliore della classe. Il Risorgimento io non lo studiavo, io lo vivevo in prima persona. Sfogliavo le pagine e mi trovavo coi primi italiani dietro le barricate delle nostre bellissime città. Combattevo borboni, ungheresi, croati, spagnoli, svizzeri, austriaci... Radetzky, fottiti tu e "l'espressione geografica" da cui provieni. Alla seconda fase dei mondiali dell'82 ero al mare. Quando Paolo Rossi segnò il secondo vantaggio, dovetti uscire di casa per scaricare una tensione che mi divorava. Camminavo verso il mare e intanto pregavo la mia preghiera laica per l'Italia del calcio. Non mi ero accorto di camminare sul molo. Mi sono fermato a pochi centimetri dall'acqua, mulinando le braccia per evitare un incredibile tuffo da vestito. Al ritorno ho girato la maniglia della porta e il mondo è esploso attorno a me: Italia-Brasile 3-2. Forza Italia. FORZA ITALIA!!!

Ieri accendo la tv. Un anziano signore del sud, toga nera e pendente dorato sulla spalla, legge una sentenza. Piccoli colpi di tosse tradiscono tutto il suo nervosismo, tutta la sua sofferenza. Il signore decreta che Silvio è pregiudicato. La legge è uguale per tutti. Anche qui, nel mio stupendo, levantino paese.
Un'ora dopo sono al cinema. Dopo poche scene de "La migliore offerta", commosso, inizio a ripetermi: "Dobbiamo essere orgogliosi di questo film...". Fotografia strepitosa, budget e produzione da Hollywood, cast internazionale per una gestione italiana (regia Tornatore), una poesia italiana (musiche di Morricone), idee italiane (storia di Tornatore) e location italianissime (tra Trentino, Friuli e Lazio). Alla fine dei titoli di coda, scopro che c'è anche il patrocinio del Ministero dei Beni Culturali. Un sorriso patriota mi si stampa sul viso e mi accompagna fino a casa.

L'Italia è impestata di virus, ma è un paese antico, colto, complesso con anticorpi naturali evoluti. Oggi ho il petto gonfio d'orgoglio nazionale. Oggi ho 12 anni, sento gli occhi di "Dog" sui miei e sono pronto a lanciarmi sugli orti gelati del mio paese. "CARICAAA!"


Spezzone mitico da "La meglio gioventù": Giordana-Tornatore 1-1.

lunedì 29 luglio 2013

43. MIMMO CORNER < caldo >

Siamo di ritorno. Ale è dietro che consuma un sonno inquieto. I due fratelli sono restati in montagna con la nonna. Attraverso i vetri scorgo un tipo che pedala in mutande. In tangenziale ne sfioro un altro a torso nudo, asciugamano da spiaggia in spalla e infradito... ha l'aria di chi ha appena seppellito la moglie. Termometro e orologio spiegano tutto: 29°, 21.30 P.M. Ogni anno regala sempre un paio di giornate calde come quella di ieri. E allora ti trovi a dare i numeri e inseguire il fresco fino a 2.000 metri.
Ripensando alle uscite recenti, era certamente il cervello di Mimmo ad avere più bisogno di fresco. E con una certa urgenza.

Che dici, andiamo in montagna?
Ale: "Ho visto Gesù!"
Mimmo: "E perchè non hai pregato??? Se lo vedevo io dal vivo, pregavo"

Ok, andiamo in montagna!
Mimmo: "Gli angeli custodi hanno i muscoli?"
"..."
Mimmo: "No perchè ieri è caduta una stella e me n'è apparso uno a casa che li aveva grossi così..."

In viaggio...
Mimmo: "Ma perchè mi avete chiamato Marin?"
Genitori: "Marin è il cognome. Il cognome non si dà, viene automatico"
Mimmo: "Peccato, volevo chiamare mio figlio Sebastiano De Gasperi..."

In bosco...
"I miei sentimenti mi dicono che qua sotto c'è un diamante."

In sagra...
"Dobbiamo ricordarci di questa sagra! È Fantastica! Gli gnocchi non scottano: te li soffiano!"




Mimmo scrive sul vetro della mia auto: "Leggi 3 v(olte) p(agina) 40"

mercoledì 3 luglio 2013

32. EDO CORNER < la pagella >

Le maestre hanno consegnato la pagella di Edo con espressione durissima e gelida. "Quest'anno è stato un disastro". Confermo: quest'anno è stato un disastro. Il primogenito odia la scuola. Ogni mattina piange e prega che ci sia sciopero o elezioni anticipate. Libri e quaderni sono incartapecoriti da lacrime e cancellature nevrasteniche. Adesso Edo è al mare. In vacanza, è tornato ad essere l'amabile intellettuale in pensione anticipata che adora chiacchierare in serenità, leggere libri, criticare il cibo gratis, intrattenersi in sobri momenti ludici e circondarsi di amici raffinati. Intanto, a casa, il padre procede severamente con la lettura della pagella:

"... Edoardo non ha dimostrato finora un atteggiamento responsabile..."

Mi fermo. Qualcosa non torna. Penso che un bimbo della sua età abbia tutto il diritto di essere totalmente irresponsabile. E sopratutto penso che Edo questo "problema" non ce l'abbia. Mentre stringo in mano la pagella più del dovuto, mi viene in mente quando, dopo 20 giorni di scuola, la stessa maestra mi prese in disparte per dirmi preoccupata: "Ma suo figlio parla? No perchè sta sempre muto". Chiudo gli occhi e faccio mente locale sulle ultime uscite di Edo...

Edo, guardando Scooby Doo:
"Adoro il genere horror"

Edo, giocando a pallone, dà sfoggio di grammatica:
"Pensavo che steste scherzando"

Edo, litigando col fratello:
"Mimmo, sei un impiastro!"

Edo, dopo avere sentito una delle mie stronzate:
"Sei serio o sei Gianluca?"

... questo qui sarebbe un bimbo irresponsabile con scarsa proprietà di linguaggio?

Così, nel weekend, vado a fare visita a Edo nella "sua" tenuta al mare. Mano nella mano, guido le sue infradito di gomma fin sulla sabbia tiepida. Ci sediamo su una sdraio e iniziamo a chiacchierare...

Edo, è arrivata la pagella
SI? E... E MI HANNO PROMOSSO?
Ti hanno promosso...
EVVAI!
...
...

Il sole basso fessura i nostri fascinosi occhi di famiglia. Il tramonto avvampa la pelle vellutata dei nostri volti intelligenti e aperti. Io guardo Edo. Edo (stronzo) fissa il mare. Sento che è il momento per una frase forte e rischiosa. Una di quelle frasi che un padre non dovrebbe mai dire al proprio figlio. Una frase però che Edo merita.

Edo, guarda che la scuola non è tutto eh?
Ah, papà... queste tue parole mi rasserenano.