Io so nuotare. Ho imparato al mare. Guardavo i grandi. Poi un giorno, alle porte dell'andropausa, ho deciso di infilare il naso sotto il pelo dell'acqua per capire quali altri inutili movimenti mi ero perso. E mi sono trovato iscritto al primo corso di nuoto della mia vita.
Il primo giorno il maestro ha intuito il mio genio galleggiante e mi ha messo in una corsia tutta per me. Per non deluderlo, ho pompato come un marine inseguito da uno squalo. Dopo 45 eterni minuti, sono uscito dall'acqua col fiatone e barcollando. Negli occhi del mio maestro leggevo chiaramente una sola cosa:
Questo qui sa nuotare
La volta seguente entro in piscina in anticipo. Raggiungo un gruppo di bronzi di Riace con le rughe. Li copio. Poso l'accappatoio dove loro posano i borsoni, ruoto braccia e spalle come loro, sbuffo severo come loro... Quando vedo come si tuffano, mi assale un dubbio. Attento a non scivolare, ciabatto a gambe larghe dall'altra parte della piscina e raggiungo il maestro.
Scusi ma io devo unirmi a quelli?
Ah ah ah… noooo, quelli sono i master!
Sono i...?
(mi indica una tipa ageé dal piglio bionico)
Quella è primatista italiana master di rana
Ah… ok
Tu devi imparare i movimenti. Va' nella vasca piccola.
Abbasso lo sguardo per parare il colpo. Fisso le mie infradito mentre sorvolano le piastrelle che mi separano dalla vasca piccola. Io so nuotare, penso. Ho 45 anni, pago 40 euro al mese e mi sbattono nella stessa broda bassa in cui ore prima hanno pisciato i miei figli. Bastardi di merda.
Nella baby piscina l'acqua è calda. Dentro siamo in tre: io, il maestro e uno statuario ragazzo africano di almeno 10 anni più giovane di me. Gli stringo la mano col piglio di chi vuole dimostrare che non è razzista e che sa nuotare molto meglio di lui. Decido che quell'ammasso di muscoli guizzanti pagherà per la gravissima ingiustizia di cui sono stato fatto oggetto. Inizio a filare come un pesce baleno mentre il tipo arranca scoordinato sollevando montagne d'acqua. Finiti gli esercizi, il maestro si avvicina al nero per dargli qualche indicazione. Mi avvicino anch'io. Non voglio perdere una parola della cocente umiliazione che sta per subire.
Cerca di stare a galla con meno movimenti…
so che hai più difficoltà di lui (indicando me)
è normale...
tranquillo...
tu hai molta meno massa grassa...
lunedì 27 gennaio 2014
mercoledì 15 gennaio 2014
7. ALE CORNER < the ring >
... e la Pietà come un neonato nudo che cavalca l'uragano
o i cherubini del cielo che spronano i corsieri invisibili dell'aria
dentro gli occhi di tutti avventeranno il fatto atroce
e le lacrime affogheranno il vento.
W. Shakespeare
Ieri leggevo le parole di questo emergente scrittore inglese sul mio trono di ceramica e mi dicevo: in Inghilterra c'è proprio un tempo di merda... Un perenne gennaio-febbraio padano con una bella spruzzata di freddo e acqua in più. Lavorare lì deve essere dura. E fare i genitori non oso immaginarlo.
Il tempo british di questo periodo, rende i miei weekend interminabili. A renderli anche insopportabili ci ha pensato Madre Natura. Ha stabilito che Edo il Vecchio e Mimmo il Pazzo hanno l'età giusta per riempirsi di mazzate. Per gioco, per noia, per odio... i due passano le giornate a menarsi di santa ragione. E così, visto che piove, ogni tanto li meniamo anche noi genitori. Da circa un mese vivo prigioniero in un ring.
L'unico poco interessato al free fight è Ale. Il piccolo dedica il suo tempo a due cose: fare puzzle e capire, a grandi linee, chi è.
"Io non voglio diventare grande. Voglio diventare potenziato"
I puzzle richiedono silenzio. Capire chi sei, quando hai 4 anni, richiede di trasformare le emozioni in domande. Un milione di domande.
(Incuriosito) Nonna, quando tu eri piccola, noi eravamo grandi?
(Stupito) Se un bambino diventa un gatto, come può?
(Preoccupato) Se metto il ghiaccio nel cuore, si rompe?
(Terrorizzato) Sai dove abitano i ladri? Sul buio.
(Sciando) Papà, mi sbucci il casco?
(Triste, giocando con la cuginetta) Sai che io non tengo le ragioni?
Mi vuoi bene anche quando sono vecchio?
Sì
E povero?
Sì, ancora di più
(Scoppiando in lacrime) Ma io non sono povero! I miei fratelli hanno un sacco di soldi, solo che non me li danno...
o i cherubini del cielo che spronano i corsieri invisibili dell'aria
dentro gli occhi di tutti avventeranno il fatto atroce
e le lacrime affogheranno il vento.
W. Shakespeare
Ieri leggevo le parole di questo emergente scrittore inglese sul mio trono di ceramica e mi dicevo: in Inghilterra c'è proprio un tempo di merda... Un perenne gennaio-febbraio padano con una bella spruzzata di freddo e acqua in più. Lavorare lì deve essere dura. E fare i genitori non oso immaginarlo.
Il tempo british di questo periodo, rende i miei weekend interminabili. A renderli anche insopportabili ci ha pensato Madre Natura. Ha stabilito che Edo il Vecchio e Mimmo il Pazzo hanno l'età giusta per riempirsi di mazzate. Per gioco, per noia, per odio... i due passano le giornate a menarsi di santa ragione. E così, visto che piove, ogni tanto li meniamo anche noi genitori. Da circa un mese vivo prigioniero in un ring.
L'unico poco interessato al free fight è Ale. Il piccolo dedica il suo tempo a due cose: fare puzzle e capire, a grandi linee, chi è.
"Io non voglio diventare grande. Voglio diventare potenziato"
I puzzle richiedono silenzio. Capire chi sei, quando hai 4 anni, richiede di trasformare le emozioni in domande. Un milione di domande.
(Incuriosito) Nonna, quando tu eri piccola, noi eravamo grandi?
(Stupito) Se un bambino diventa un gatto, come può?
(Preoccupato) Se metto il ghiaccio nel cuore, si rompe?
(Terrorizzato) Sai dove abitano i ladri? Sul buio.
(Sciando) Papà, mi sbucci il casco?
(Triste, giocando con la cuginetta) Sai che io non tengo le ragioni?
Mi vuoi bene anche quando sono vecchio?
Sì
E povero?
Sì, ancora di più
(Scoppiando in lacrime) Ma io non sono povero! I miei fratelli hanno un sacco di soldi, solo che non me li danno...
mercoledì 8 gennaio 2014
La vittoria di "Waterloo"
Ho solcato le bianche montagne del generale Inverno, ho dormito al freddo e al buio del blackout, ho sagomato con mani gelate un soldato di neve, ho acceso fuochi di stufa, di camino, di candele… Ma la cosa più epica delle mie vacanze di Natale l'ho vissuta in pantofole. Davanti a Sky Cinema HD. Lì ho ammirato la prova provata che l'Italia fu, recentemente, una vera superpotenza. La prova provata è "Waterloo", un film vecchio e dimenticato. Prodotto dall'Italia scintillante di De Laurentiis anche coi rubli dell'URSS e il "да" di una ancora invitta Armata Rossa, è un'opera clamorosa dai nomi clamorosi: Rod Steiger, Christopher Plummer, Orson Welles, Nino Rota, Mario Soldati (un cognome, un destino)... Ma è clamoroso sopratutto per le scene di battaglia tra gli sterminati eserciti di comparse e stunt-man armati e vestiti da Dio. 3D, kiss my ass.
Guardo le sterminate masse umane di "Waterloo" e la prima scena di "Gladiator" mi sembra un viral di Maccio Capatonda, guardo il rallenty ovattato della carica della cavalleria inglese (vedi dal sec. 03:27) e lo sbarco de "Salvate il Soldato Ryan" mi sembra il "plis visit itali" di Rutelli.
Non c'è dubbio. Ai tempi di "Waterloo" ci bastava dire "siamo italiani" che si aprivano porte e portafogli esotici. Come l'Odissea e la Divina Commedia, "Waterloo" è molto più di un film. È il boom dell'Italia del dopoguerra che fa il punto. È la storia di un paese che nel 1970 si stiracchia sui suoi muscoli guizzanti e sente che sì… è pronta! È pronta a baluginare sui volti degli spettatori di tutto il mondo sotto forma di film. È un'Italia colossale e "Waterloo" è un fantasmagorico kolossal.
Se Waterloo non è un film, questa non è una recensione. Infatti questo è un pretesto per berciare il mio personalissimo incoraggiamento nelle orecchie delle truppe dei giovani italiani emigrati.
Giovani Italiani Emigrati! A voi che siete i resti di quello che fu uno dei più potenti eserciti del mondo, a voi che oggi risalite in disordine e senza speranza le valli che i vostri avi avevano conquistato con orgogliosa sicurezza, io dico: non mollate! Avanti ragazzi. AVANTI! Spingetevi oltre i confini della vostra paura, lanciate a tutta birra la vostra curiosità, tenete asciutte le polveri dei sogni, siate la carne del vostro stesso cannone, non mollate di un centimetro! Le vostre passioni segnano il bordo della trincea italica che non deve cedere. La vecchia guardia siete voi. Se cedete voi, siamo tutti perduti.
Una, cento, mille "Waterloo"!
Guardo le sterminate masse umane di "Waterloo" e la prima scena di "Gladiator" mi sembra un viral di Maccio Capatonda, guardo il rallenty ovattato della carica della cavalleria inglese (vedi dal sec. 03:27) e lo sbarco de "Salvate il Soldato Ryan" mi sembra il "plis visit itali" di Rutelli.
Non c'è dubbio. Ai tempi di "Waterloo" ci bastava dire "siamo italiani" che si aprivano porte e portafogli esotici. Come l'Odissea e la Divina Commedia, "Waterloo" è molto più di un film. È il boom dell'Italia del dopoguerra che fa il punto. È la storia di un paese che nel 1970 si stiracchia sui suoi muscoli guizzanti e sente che sì… è pronta! È pronta a baluginare sui volti degli spettatori di tutto il mondo sotto forma di film. È un'Italia colossale e "Waterloo" è un fantasmagorico kolossal.
Se Waterloo non è un film, questa non è una recensione. Infatti questo è un pretesto per berciare il mio personalissimo incoraggiamento nelle orecchie delle truppe dei giovani italiani emigrati.
Giovani Italiani Emigrati! A voi che siete i resti di quello che fu uno dei più potenti eserciti del mondo, a voi che oggi risalite in disordine e senza speranza le valli che i vostri avi avevano conquistato con orgogliosa sicurezza, io dico: non mollate! Avanti ragazzi. AVANTI! Spingetevi oltre i confini della vostra paura, lanciate a tutta birra la vostra curiosità, tenete asciutte le polveri dei sogni, siate la carne del vostro stesso cannone, non mollate di un centimetro! Le vostre passioni segnano il bordo della trincea italica che non deve cedere. La vecchia guardia siete voi. Se cedete voi, siamo tutti perduti.
Una, cento, mille "Waterloo"!
giovedì 12 dicembre 2013
Calle del buso
Tra i critici di questo strepitoso blog, il più accanito è la mia donna. Stamattina ha fatto una dura recensione sul mio penultimo post
... Guarda che non mi sta per niente bene che scrivi le nostre cose sul blog
...
Ora scrivi anche come facciamo l'amore... saranno cazzi nostri no? E poi non è che ti limiti a raccontarne una, ne racconti due!
Guarda che ho scritto solo di quella volta dietro la duna di neve, le altre volte ciulavo con altre... mh... anche a te suona strana questa mia giustificazione?
E QUELLA VOLTA IN PIEDI IN UNA CALLE A VENEZIA?
...
...
...
...
Cara...
COSA?
Non eri tu e sopratutto... NON ERO IO!
Maiala in casa a parte, Venezia è magica!
... Guarda che non mi sta per niente bene che scrivi le nostre cose sul blog
...
Ora scrivi anche come facciamo l'amore... saranno cazzi nostri no? E poi non è che ti limiti a raccontarne una, ne racconti due!
Guarda che ho scritto solo di quella volta dietro la duna di neve, le altre volte ciulavo con altre... mh... anche a te suona strana questa mia giustificazione?
E QUELLA VOLTA IN PIEDI IN UNA CALLE A VENEZIA?
...
...
...
...
Cara...
COSA?
Non eri tu e sopratutto... NON ERO IO!
Maiala in casa a parte, Venezia è magica!
mercoledì 11 dicembre 2013
Voglio essere un trombone
Il trombone a tiro è stato uno dei miei migliori amici per più di 20 anni. In quel tempo, per me è stato tante cose.
Strumento del fallimento, quando da bimbo il mio sciocco maestro mi disse che avevo un labbro troppo grosso per suonare la tromba e mi impose quell'enorme catafalco di ottone. Strumento della fatica, abisso di canneggi da lavare ogni giorno col vapore dei polmoni. Strumento-tubo, dove ogni nota è una conquista miracolosa e ogni volta non ti sembra di soffiarci dentro, ma che ci sia un'idrovora montata sulla campana che ti succhia l'anima. Strumento-protesi che parla a tutti della precisione delle tue labbra, dell'intelligenza delle tue orecchie, della tenacia del tuo diaframma.
Non suono più il trombone a tiro dal 2002. Oggi lo guardo coi sensi di colpa di chi ha abbandonato un parente all'ospizio. Un parente a cui vorrei somigliare come una goccia d'acqua.
Potente ma, se serve, elegantissimo:
Ole Holmquist – Summertime
... drammatico ma pieno di coraggio quando serve rendersi ridicoli:
Stravinsky, Igor – Stravinsky: Pulcinella Ballet in one Act - 18 Vivo
... gregario ma, se serve, leader naturale (e le trombe stanno a guardare):
John Williams – The Imperial March - Darth Vader's Theme
Un giorno andrò a riprendere il mio trombone dal sottotetto di casa. E il primo fiato che gli spingerò dentro sarà un lungo sospiro. Lui non mi perdonerà. Il mio trombone risponderà con tutto lo sdegno di un inesorabile suono di merda.
mercoledì 4 dicembre 2013
Freud di bassa lega
"Ma il grana è gay?"*
Mimmo
"Ormone" viene dal greco όρμάω, "mettere in movimento, smuovere". I greci, checchè ne dica la Merkel, sanno quel che fanno. E mi piace pensare che l'ormone (sessuale) abbia meritato quel nome in quanto principale artefice delle nostre più scintillanti figure di merda, delle nostre più memorabili cagate, delle nostre follie più creative. Se ho apprezzato la recitazione di Carmen Russo, Edwige Fenec e Nadia Cassini, se mi sono calato da una finestra di un palazzo del centro storico, se dopo un bacio ho centrato con l'auto un cassonetto dell'immondizia, se mi sono accoppiato dietro una duna di neve di una pista da sci, in piedi su una calle buia di Venezia alle 5 del pomeriggio, in un vagone passeggeri in corsa (di quelli senza corridoio, modestamente)... devo dire grazie solo a lui. Grazie ormone!
Oggi, da padre, mi sono convinto che sotto sotto, più che Impulse, ci sia ancora una volta l'ormone a segnare le differenze tra i tre fratelli.
L'ormone... cos'è l'ormone?
Ale, tu hai la morosa?
No
E ti piacerebbe?
No, perchè mi fa schifo
Perchè?
Perchè sono un maschio no?
L'ormone sta arrivando
Mimmo: "Mi piace il gatto che mi dorme qui perchè mi schiaccia il pisello"
L'ormone è arrivato
Edo: "Chi non ha pudore non ha amore"
----------
* traduzione mia: "papà, scusa, ma dal momento che la parola "grana" termina con la "a" ma ha l'articolo al maschile, significa per caso che il termine ha un orientamento sessuale da definire?"
Mimmo
"Ormone" viene dal greco όρμάω, "mettere in movimento, smuovere". I greci, checchè ne dica la Merkel, sanno quel che fanno. E mi piace pensare che l'ormone (sessuale) abbia meritato quel nome in quanto principale artefice delle nostre più scintillanti figure di merda, delle nostre più memorabili cagate, delle nostre follie più creative. Se ho apprezzato la recitazione di Carmen Russo, Edwige Fenec e Nadia Cassini, se mi sono calato da una finestra di un palazzo del centro storico, se dopo un bacio ho centrato con l'auto un cassonetto dell'immondizia, se mi sono accoppiato dietro una duna di neve di una pista da sci, in piedi su una calle buia di Venezia alle 5 del pomeriggio, in un vagone passeggeri in corsa (di quelli senza corridoio, modestamente)... devo dire grazie solo a lui. Grazie ormone!
Oggi, da padre, mi sono convinto che sotto sotto, più che Impulse, ci sia ancora una volta l'ormone a segnare le differenze tra i tre fratelli.
L'ormone... cos'è l'ormone?
Ale, tu hai la morosa?
No
E ti piacerebbe?
No, perchè mi fa schifo
Perchè?
Perchè sono un maschio no?
L'ormone sta arrivando
Mimmo: "Mi piace il gatto che mi dorme qui perchè mi schiaccia il pisello"
L'ormone è arrivato
Edo: "Chi non ha pudore non ha amore"
----------
* traduzione mia: "papà, scusa, ma dal momento che la parola "grana" termina con la "a" ma ha l'articolo al maschile, significa per caso che il termine ha un orientamento sessuale da definire?"
venerdì 22 novembre 2013
33. EDO CORNER < barzellette >
Mimmo alla maestra: Papà di mestiere scrive battute su internet
Da me - come in casa Riina del resto - il padre rappresenta sempre il modello principe (e al momento unico) di riferimento. Per Edoardo, inventare battute è diventata ultimamente la sua missione di vita. Dopo aver passato qualche mese a studiare "Barzellette", "100 Spillature" e altri pronfondi libelli da stazione dei treni, ora si sente pronto per dedicarsi alla scrittura.
Eliminate robe tipo...
Come si chiamano 2 topi che fanno fatica?
Uno Egana e l'altro Pant.
... riporto, con malcelato orgoglio paterno, i 3 migliori e soprendenti frutti della sua ormai vastissima produzione di autore comico.
Dove prega il ragno?
In moschea.
Cosa inventarono i Sumeri dopo la scrittura?
I numéri.
Cosa si prende a occhi chiusi?
Il sonno.
Da me - come in casa Riina del resto - il padre rappresenta sempre il modello principe (e al momento unico) di riferimento. Per Edoardo, inventare battute è diventata ultimamente la sua missione di vita. Dopo aver passato qualche mese a studiare "Barzellette", "100 Spillature" e altri pronfondi libelli da stazione dei treni, ora si sente pronto per dedicarsi alla scrittura.
Eliminate robe tipo...
Come si chiamano 2 topi che fanno fatica?
Uno Egana e l'altro Pant.
... riporto, con malcelato orgoglio paterno, i 3 migliori e soprendenti frutti della sua ormai vastissima produzione di autore comico.
Dove prega il ragno?
In moschea.
Cosa inventarono i Sumeri dopo la scrittura?
I numéri.
Cosa si prende a occhi chiusi?
Il sonno.
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